
Negli ultimi tempi gli uffici tradizionali hanno dovuto far fronte a una
crescente concorrenza spaziale, perché il lavoro si sta dissociando sempre di più dalle sue sedi tradizionali. Molti di noi stanno lavorando dalle proprie
abitazioni, in spazi di
coworking, in
sedi distaccate della propria azienda, oppure nei cosiddetti
terzi luoghi, come per esempio alberghi, bar, piazze, stazioni, parchi, ecc. Sicuramente, è un bene perché il concetto di concorrenza spesso mette in discussione lo
status quo e spinge al progresso.
Questo è esattamente ciò che sta accadendo nel mondo del lavoro, accelerato anche dalla recente pandemia che ha evidenziato le
criticità degli ambienti fisici: stiamo assistendo alla
messa in discussione degli uffici come li conoscevamo, e sempre più persone si stanno interrogando sulle funzioni che questi ultimi dovrebbero soddisfare in tempi di
lavoro ibrido.
In questo articolo:
SPAZI DI LAVORO MA NON SOLO
Prima della pandemia, i nostri “workspaces” erano i luoghi in cui trascorrevamo la maggior parte delle nostre giornate. Negli ultimi tre anni abbiamo visto un grande balzo verso scenari nuovi, soprattutto nella gestione e nelle modalità lavorative più agili.
L
’ufficio oggi deve offrire qualcosa che va oltre il semplice posto dove svolgere le mansioni di nostra competenza. Sempre più spesso si parla in termini di luoghi di apprendimento e di esperienza, ma anche di socializzazione e di teamwork. L’ufficio deve rafforzare i rituali e il team building e aiutarci a lavorare meglio. Per questi e molti altri motivi gli spazi lavorativi meriterebbero una particolare attenzione.
Da sempre modifichiamo e manipoliamo gli spazi fisici, ma siamo meno consapevoli che sono anche
gli ambienti stessi a influenzare noi e le nostre modalità di lavorare, oltre ad avere un significativo
impatto sul nostro benessere e la salute psicofisica di ogni utente. Attraverso lo studio della nostra biofilia, oggi sappiamo che ci sono bisogni umani fondamentali che caratterizzano la nostra specie che devono essere soddisfatti per garantire il benessere e buone prestazioni di ciascun utente.
In tanti uffici prepandemici,
questi bisogni venivano trascurati o addirittura ignorati. Le cause erano molteplici come, per esempio, l’incompleta conoscenza di chi siamo noi, oppure la riduzione dello spazio in funzione alla massima efficienza in termini economici.
Abbiamo creato così inefficaci e impopolari ambienti di lavoro a volte anche dannosi per la nostra salute.
I pianificatori spaziali, insieme ai vertici aziendali, ai responsabili delle risorse umane e ai dipendenti, dovrebbero cogliere questa opportunità per riflettere sulle possibili strategie di successo degli uffici del futuro. In questo contesto, la disciplina del
“Biophilic Design” sta guadagnando una
crescente rilevanza nei settori dell’architettura e del design degli ambienti ufficio.
Sin dalle sue origini nei primi anni del 2000, la progettazione biofila, trasformandosi da filosofia in una vera scienza applicata con un sempre più corposo numero di evidenze scientifiche, si è basata sull’idea fondamentale che tutti gli esseri umani abbiano un innato legame con la Natura (=biofilia) e che l’integrazione di elementi naturali negli ambienti costruiti abbia un impatto positivo significativo sul benessere, la salute psicofisica, la produttività e la creatività delle persone.
QUALI STRATEGIE APPLICARE PER PROGETTARE L’UFFICIO
Abbiamo a disposizione
diverse modalità e strategie per avvicinare i lavoratori alla Natura.
Come abbiamo già raccontato in altri articoli, esistono diversi
protocolli evidence-based che danno preziose indicazioni sulle possibili strategie da applicare.
Quello sicuramente più semplice, immediato e anche efficace riguarda l’
inserimento di verde negli ambienti sia interni ed esterni. Sperimentazioni hanno dimostrato che viste su una ricca vegetazione sia interna sia esterna
aiuta a rigenerare meglio e più rapidamente la nostra concentrazione dopo una fatica mentale.
Anche immergersi in un parco urbano adiacente al proprio ufficio, oppure un giardino che si trova all’esterno,
riduce il nostro livello di stress e ci rilassa.
C’è da dire che il Biophilic Design non riguarda soltanto l’inverdimento degli spazi artificiali.
Ci sono numerose altre possibilità per migliorare gli ambienti ufficio, come per esempio con l’aiuto di un sapiente utilizzo di
luce naturale che tiene in equilibrio il nostro ritmo circadiano che
tiene in equilibrio sonno e veglia.
Garantire un buon livello di privacy per ogni lavoratore, che ultimamente tende a essere sottostimato, in favore di
spazi per la socializzazione o per il lavoro di squadra, come anche un utilizzo di
colori tenui e presenti in Natura, sono tra i numerosi modi e strategie che abbiamo a disposizione per migliorare e rendere gli ambienti del lavoro più piacevoli, salubri e in linea con quello che sono le nostre caratteristiche che ci accomunano come specie.
A volte basta davvero poco.
Noi di Verde Profilo, riteniamo che ci sia una crescente necessità di
condividere una maggiore consapevolezza della correlazione che esiste tra spazio fisico, qualità del lavoro e benessere e salute degli utenti.
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Bettina Bolten, Biophilic design consultant